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Mobilità Consapevole

Le biciclette stracciano le auto in un giro urbano
Data pubblicazione : 2012-05-17

 I ciclisti battono “silenziosamente” i mezzi a motore, su di un tracciato urbano con tempi di percorrenza analoghi per le auto che rispettano tre diversi limiti di velocità.

Le biciclette stracciano le auto in un giro urbano
Tutti più sicuri e più veloci in bici

Quanto tempo guadagna un'auto che si sposta in città rispettando il limite vincolo dei 50 orari piuttosto che un limite più basso di 40 o addirittura di 30 km all'ora? Praticamente zero. Sembra un paradosso mutuato da reminescenze filosofiche classiche, ma invece il dato di fatto molto vero e proprio attuale è che lo smarmittamento in centro, tutto quel frastuono provocato dalle accelerate brusche e dalla guida più o meno aggressiva di tanti indisciplinati autisti della domenica lungo i viali, non fanno diminuire realmente i tempi di percorrenza su un itinerario urbano ordinario e prestabilito. E’ questo il risultato e lo smacco più evidente della "eco challenge" di tre biciclette contro tre auto, la singolare sfida tra veicoli a 2 e 4 ruote organizzata a Roma dalle associazioni #Salvaiciclisti, Legambiente e Fiab. Sopra un circuito di appena 7 km l’automobile teoricamente più veloce (quella che rispettava l’attuale limite di 50 orari imposto dal Codice nei centri urbani, ndr) ha impiegato 26 minuti e 30 secondi, quella che viaggiava simulando un limite di 40 all’ora è arrivata in 26 minuti e 50, mentre la più lenta con limite ai 30 km/h, ha accusato un ritardo dalla prima di appena 50 secondi. Neanche un minuto in più quindi che, oggettivamente, non “cambia” la vita, ma di vite può salvarne tante. Ogni anno, infatti, nei centri urbani muoiono travolti dalle automobili oltre 250 ciclisti e circa 700 pedoni ed è evidente che, qualunque sia la dinamica di un incidente stradale, è la velocità a determinare la gravità delle conseguenze. Statisticamente muore il 70% dei pedoni e dei ciclisti investiti a 50 kmh, mentre la pericolosità in caso di incidente a 30 kmh è più che dimezzata. Nei paesi europei dove le zone 30 sono più diffuse, vari test e ricerche su strada dimostrano che la velocità ridotta e uno stile di guida adeguato, senza grandi perdite di tempo per i conducenti, oltre a ridurre l'inquinamento da polveri sottili, gas di scarico e il rumore, producono una tangibile diminuzione del traffico, del numero e della gravità degli incidenti e l'aumento dell’uso di mezzi “lenti” a due ruote, perché gli utenti della strada si sentono più sicuri, che sopra veicoli a motore. A proposito di mezzi lenti, le biciclette in gara sono state tutte più veloci delle auto, nonostante la sfida si sia svolta tutta all’interno di una ztl, un area a bassissimo livello di congestione del traffico, che avrebbe dovuto favorire i mezzi a motore. Invece i tre ciclisti sono arrivati rispettivamente in 11 minuti e 30”, in 11 e 50” ed in 12 e 30”, con un vantaggio oscillante tra i 15 ed i 16 minuti sulle automobili, quindi chi aveva i pedali da spingere, ha impiegato meno della metà del tempo di chi si è messo al volante. I risultati di questa semplice prova romana (replicabile in tantissime altre città italiane) dovrebbero far riflettere le amministrazioni locali e anche il governo centrale sul tema dei limiti di velocità a 50 orari che non offrono grandi benefici in termini di medie di percorrenza, ma anzi fanno sì che le auto possano mantenere andature capaci di provocare centinaia di morti ogni anno. Le richieste di #Salvaiciclisti, Legambiente e Fiab , sono in definitiva quelle di moderare la velocità dei veicoli a motore nelle cerchie urbane per il rispetto e la sicurezza di chi si sposta a piedi o in bicicletta, anche perché rendendo evidente la lentezza delle auto è più semplice promuovere una diversa tipologia di mobilità consapevole e davvero alternativa. Un "verbo" professato da tempo da Scuolaguida e Viaggiainsieme.it con la promozione dei servizi di bike e car-sharing per chi dalla teoria "una tantum" volesse passare alla pratica quotidiana.

 

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