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Sicurezza Stradale

In Germania l’autostrada é senza limiti e con meno incidenti
Data pubblicazione : 2013-07-18

L’Unione Europea é di fatto molto aldilá da venire: un esempio, tranne l'Euro, sono i diversi modi di di gestire il traffico, a volte con risultati sorprendenti. Come in Germania dove nonostante non esistano pedaggi e limiti di velocita’ in autostrada ci si scontra e si muore di meno. Come faranno?

In Germania l’autostrada é senza limiti e con meno incidenti
Le autostrade tedesche sono gratis

Nella piú estesa e popolata nazione del nord Europa dove la “crisi” sembra non esserci mai stata e dove in autostrada - autobahn - si transita senza pagare pedaggi e con meno restrizioni per la velocità, si verificano meno incidenti e la mortalita’ e’ in caduta sempre piu’ libera da anni. L'esatto opposto da noi, dove coesistono limiti bassi e rigorosi e la ben nota storica “indisciplina” verso tutte le norme scritte specialmente quelle del Codice della Strada. La situazione fortunatamente sta cambiando a seguito dei recenti interventi di manutenzione e dei servizi offerti, altresi gli aumenti dei controlli e delle infrazioni, hanno fatto diminuire notevolmente il numero di sinistri e degli incidenti. Nel Belpaese che fu, all’oggi, terra di “tartassati” e di crisi infinita, almeno un dato sembra confortante, quello relativo agli incidenti stradali, che sono in costante diminuzione con il numero delle vittime e dei feriti. Nel 2011, ultimo dato certo diffuso dall’Istat, sono stati esattamente 205.638, nei quali hanno perso la vita 3.860 caduti sull’asfalto e ben 292mila sono rimasti feriti. Rispetto all’anno precedente, il calo dei sinistri è stato del 3%, -3,5% per i feriti gravi e -5,5% dei decessi. L’anno passato le percentuali non sono cambiate, a conferma del “trend” positivo. L’effetto “bonus” sembra offerto dal controllo “totale” della velocità attraverso le fotografie dei diffusissimi autovelox e l’avvento dei sistemi tutor, miste ad un crescente senso di responsabilità generale e la diminuzione del traffico dovuto ai perenni rincari e la maggior efficienza degli “ultimi” autoveicoli in commercio. Nel lontano 1972, le perdite furono addirittura quasi 13mila, dal 1950 ad oggi le vittime della strada sono “vicine” alle 400mila. Quindi, i dati odierni confortano, anche se non soddisfano completamente i parametri imposti dall’UE, che chiedeva una diminuzione del 50% nell’ultimo decennio. Siamo fermi al 45%, che non è poco, il “fenomeno” e’ riassumibile in un dato molto semplice: i decessi per milione di abitanti. In tal senso, è interessante il confronto con una realtà molto diversa: quella tedesca per l’appunto. Italia: 64 vittime per milione di abitanti contro Germania: 44 vittime per milione di abitanti. I riferimenti cambiano se parliamo del numero di auto in circolazione. Italia: 104 decessi per milione di auto circolanti, mentre la Germania si attesta a quota 85 decessi per milione di auto circolanti. L’analisi lascia piuttosto perplessi: nel paese più veloce del mondo, la Germania, che risulta l’unico stato al mondo in cui esistono strade senza limiti di velocità, si muore meno che nel Paese più “lento” del mondo. Sembrerebbe un paradosso, oppure si deve trarre la conclusione che la velocità non è sempre la causa degli incidenti. Dove trovare la spiegazione? Se ci si distrae dalla guida a una velocità intorno ai 100 all’ora gli effetti sono gravi: per conferma, basta guardare come si riduce un’auto nei crash test, che in caso dell’Euro Ncap, i più duri, si effettuano ad una velocità di soli 55 km/h. Vuol dire che anche a 88 km all’ora se si è distratti si muore. In Italia, scomparsa da anni la corsia “veicoli lenti” e la “corsia di sorpasso”,  il codice obbliga ad “occupare la corsia libera più a destra”.  Quindi guidare in autostrada in Italia significa superare autotreni, camion e bus (tutti automezzi che hanno limiti imposti inferiori agli altri autoveicoli, ndr) rientrare a destra, lasciar passare chi va più veloce, in un cambio continuo di corsia con i rischi conseguenti e la necessaria, continua attenzione alla guida. Che significa stress, ma significa anche una continua reattività. L’atteggiamento dell’automobilista tedesco, invece, è generalmente l’esatto contrario: attento, reattivo, rispettoso del Codice. Sono qualità insite nei tedeschi, che la possibilità di correre quanto si vuole sembrerebbe aver reso ancora più responsabili. Come dire, qualche concessione alla velocità (solo in tratti limitati e in condizioni di traffico ottimali) rende più disponibili a rispettare i limiti quando ci sono. Insomma: se qualche volta posso scatenare i miei cavalli, sono anche disposto ad andare a 30 all’ora quando le condizioni della strada me lo impongono. Come si sa, la regola generale è che in autostrada non ci sono limiti se non vengono segnalati, ma la realtà è che non sono molti i tratti autostradali liberi. E non lo sono sempre: appositi pannelli luminosi avvertono della possibilità di correre o meno, a seconda della situazione del traffico e delle condizioni meteo. E c’è sempre una velocità consigliata (normalmente sui 130 km all’ora, ndr). In più, l’auto che si guida deve essere “autobahn approved”, inserita in un elenco di auto con caratteristiche tecniche d’eccellenza. Ci sono anche autoveicoli considerati “non idonei” dai tedeschi. L’Italia sta come sempre nel mezzo. Un popolo con la passione dei motori, con le vendite di supercar ai massimi livelli (almeno prima della crisi e del superbollo, ndr), la più alta diffusione europea di auto private, ottima capacità generale di guida ma nemmeno un metro di strada pubblica dove si possano superare i 130 orari, ma con quasi il 100% del parco auto circolante capace di superare ampiamente il limite e molta indisciplina “avversata” negli ultimi anni con molte multe ed inasprimento dei controlli. La proposta di imitare, parzialmente, la Germania con qualche concessione in termini di velocità in alcuni tratti autostradali particolarmente sicuri e’ stata sempre bocciata. Se i non-limiti allemani sembrano una concessione ai potenti “marchi” automobilistici di stato, noi avremmo ben altro da “opporre” in fatto di case piu’ o meno sportive. Proposte contrarie, come abbassare ulteriormente i limiti sono un altro tema ricorrente. Quale sara’ la soluzione finale e ideale nella gestione del traffico e della sicurezza stradale? Lasceremo ancora ai nostri politici l’ardua sentenza?!

 

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