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La bicicletta è più veloce dell'automobile!

Lo sapevate che spostandoci in automobile perdiamo nel traffico fino a 150 ore l’anno? E poi ingrassiamo, danneggiamo la nostra economia e la salute rendendo allo stesso tempo più brutte ed invivibili le città. Sottovalutiamo le due ruote che invece sono indubbiamente il mezzo più veloce per muoversi all'interno di ogni centro urbano!

La bicicletta è più veloce dell'automobile!
2 ruote VS 4 ruote: chi vincerà la sfida?

Sondaggi sui motori di ricerca, algoritmi sempre più sofisticati on-line ci permettono di calcolare quanto tempo noi autisti italici perdiamo in coda o fermi alla luce rossa del semaforo che non passa mai, e ci ricordano che le nostre città hanno la peggiore “qualità della vita” di tutto il Vecchio Continente. Invasi dal traffico, conducenti maschi e femmine o neopatentati sempre più distratti caotici e irrequieti, auto vecchie e rumorose, città inquinate e le metropoli soprattutto al Sud ferme quasi paralizzate quando ci spostiamo su quattroruote. Recenti studi hanno valutato i dati del 2015 sui numeri di percorrenza reale di 300 città di quaranta nazioni e Palermo è risultata "prima" tricolore al 40° posto. I siciliani talmente l’auto privata da prenderla anche se costa loro quasi 150 ore all’anno di attesa in fila indiana, cosa che succede quotidianamente. Al Sud ed in particolare nelle isole maggiori, il trasporto pubblico praticamente è inesistente e datato, rarissime le piste ciclabili e soprattutto "nessuna traccia" di una nuova cultura della Mobilità sostenibile. Se in Europa spostarsi ed andare in giro in bicicletta è di moda da decenni, anche d'inverno e quando piove, da noi l'automobile meglio se potente, inquinante e bella grande, misura ancora il benessere e lo “status simbol”. Palermo è la quarta città peggiore d'Europa per lentezza della viabilità, prima nella tristissima “classifica” ci sono solo Lodz per la Polonia, Mosca per la Russia e Bucarest per la Romania. Ma per l'Italia non finisce qui, dopo Palermo arriva Roma (la nostra capitale che dovrebbe rappresentare il meglio dell'Italia in fatto di mobilità e progresso, ndr) e poi Messina e ultima Napoli. Al Nord la situazione migliora, ma è solo mera parvenza. Milano ad esempio scende dalla 3° alla 5° piazza, per andare da un posto all’altro della città, i cittadini meneghini impiegano il 30% di tempo in più rispetto a condizioni standard di viabilità. Nel 2015, l’anno dell'Expo, appena terminato, il ritardo medio nel traffico nell’ora di punta è stato di 35 minuti, il che significa che a Milano si perdono in coda, 130 ore l’anno. Le piste ciclabili ci sono, il centro è completamente a raso e nonostante questo le possibilità alternative garantite da bike-sharing e mezzi pubblici, tra l’altro tra i più economici d’Europa, non sono sfruttate appieno. Tutto ciò tende a tradursi in più inquinamento, più decessi e peggiore qualità della vita. Le associazioni dei commercianti e dei consumatori stimano il problema logistico come una “tassa” da 10 miliardi di euro all’anno per la "capitale" delle moda, che ancora non vede l'uscita dal tunnel della crisi economica insieme al resto d'Italia. Sprechiamo sia prezioso carburante, che decine e decine di ore di lavoro fermi o quasi, in auto, per una velocità media degli spostamenti in centro di 15Km orari, che scendono ad appena 7 nelle ore di punta. Pensate che nell'Ottocento quando ci si spostava in carrozza a cavalli, sia a Milano che a Roma si viaggiava in media a più di 10Km orari! Inforcando ogni giorno la nostra due ruote risparmieremmo la metà del tempo che perdiamo in auto. Durante le ore di punta con la bicicletta ci si sposta in media a 16 km/h contro i 10 km/h di un’automobile, che costa anche infinitamente tanto in termini economici, ambientali e sanitari. In conclusione possiamo capire benissimo quanto e come le grandi città italiane siano ancora ostili ed “off limits” per i ciclisti, non esiste l’interscambio coi mezzi pubblici e le piste ciclabili o pedonabili restano poche e occupate dalle auto in sosta perennemente selvaggia. Sarebbe ora di cambiare per vivere meglio oppure no?

 

 

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