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Sicurezza Stradale

Come riparare velocemente i 5 guasti dell'auto più frequenti!

Impariamo a gestire e rimediare in poco tempo a piccole forature, batterie scariche, guasti elettrici, perdite di liquido o pieno con carburante sbagliato. Problemi frequenti e di non facilissima soluzione!

Come riparare velocemente i 5 guasti dell'auto più frequenti!
Come gestire e rimediare in poco tempo a problemi frequenti e di non facilissima soluzione..sulla strada!

Sappiamo tutti come le auto al giorno d'oggi, siano molto più affidabili di quelle acquistate ed immatricolate prima del Duemila, ma un guasto può capitare sempre e comunque. Quindi è arrivato il tempo di affrontare senza paura una foratura di una o più gomme, di saper ricaricare in poco tempo la batteria e far ripartire l'auto o individuare piccole disfunzioni e cortocircuiti del sistema elettrico, gestire in poco tempo una perdita di liquidi e sapere cosa fare, se abbiamo fatto per pura distrazione, il pieno all'auto usando un carburante inadatto. Vi consigliamo in ultima analisi di avventurarvi nella risoluzione dei problemi, soprattutto di natura meccanica, solamente se disponete di una certa manualità e la certezza di intervenire nel modo corretto sulla parte interessata, altrimenti è arrivato il momento di prendere in mano il cellulare per avvisare il carro-attrezzi oppure l'officina più vicina ed un meccanico-elettrauto esperto per non aggravare la situazione d'impasse.

 

1. Cosa fare quando si sbaglia carburante?

Prima che arrivasse la benzina "verde", le "pistole" delle pompe di rifornimento e i bocchettoni dei serbatoi di tutte le auto avevano diametri uguali, quindi al self-service l’errore era sempre in agguato. L’errore più grave poteva essere rappresentato da un pieno di gasolio in un’auto a benzina, col conseguente blocco del motore. Oggi tale evenienza è per fortuna scongiurata. I bocchettoni dei serbatoi hanno da diversi anni, diametri differenziati, in particolare quello della “verde” è più piccolo e pertanto è impossibile introdurvi del gasolio. Il contrario però in caso di distrazione può provocare problemi, perché la pistola della benzina entra agevolmente nel serbatoio di un autoveicolo diesel. La gravità dell’errore dipende dalla quantità di combustibile versato. Di norma un motore diesel può funzionare senza problemi con percentuali fino all’8% di benzina, senza rischi di danni o di emissioni più inquinanti (un rimedio della "nonna", usato dai camionisti per evitare il congelamento del gasolio nei mesi più freddi, prima dell’avvento del gasolio invernale, ndr). Se ci accorgiamo di aver sbagliato dopo avere inserito fino a una decina di litri di benzina è sufficiente completare il pieno con gasolio e successivamente fermarsi per un rabbocco ogni 100-150 km, per ridurre fino ad azzerare la percentuale di benzene. Se invece il pieno è ultimato, non resta far svuotare il serbatoio dal meccanico. Impossibile è fare errori per chi guida auto a gas, poiché gli attacchi delle bombole sono differenti tra quelli del gpl e del metano. Senza dimenticare che, a differenza di altri Paesi, in Italia non è prevista la possibilità di effettuare rifornimento di gas in modalità self.

 

2. Cosa fare in caso di foratura?

 

La foratura di una o più gomme, si può risolvere con calma in meno di mezz’ora almeno nell’80% dei casi. Ma dipende dal tipo di rimedio previsto dal costruttore. Il migliore rimane la ruota di scorta, che con l’aiuto di un cric e di una chiave per rimuovere i bulloni permette di riprendere il viaggio. C’è poi il ruotino di scorta, alternativa che ha il pregio di occupare meno spazio nel bagagliaio; si può montare al posto di tutte le ruote, ma la sua sezione è più ridotta e per questo motivo dopo la sostituzione bisogna mantenere una velocità inferiore agli 80 orari senza limiti di percorrenza. Buona norma sarebbe fermarsi dal primo gommista per riparare o sostituire la copertura bucata. Ruota e ruotino sono i sistemi più validi per proseguire un viaggio dopo una foratura, ma è evidente che l’operazione di sostituzione non si improvvisa, bisogna sapere come effettuare le operazioni, a cominciare dal sollevamento dell’auto, in condizioni di massima sicurezza e indossando sempre il giubbino rifrangente. In caso contrario è meglio non rischiare e contattare l’assistenza stradale. Per evitare brutte sorprese nel momento del bisogno, è importante ricordare di controllare sempre la pressione delle ruote di scorta dal benzinaio o dal vs gommista di fiducia. Negli ultimi anni, per motivi economici e di spazio, molte auto adottano sistemi alternativi più compatti: compressori che iniettano liquido sigillante, oppure bombolette gonfia e ripara. Molti automobilisti lo scoprono solo nel momento del bisogno, mentre è importante esserne a conoscenza, perché se da una parte risultano più semplici e pratici da usare, dall’altra garantiscono la riparazione solo in presenza di fori nella zona del battistrada, mentre sono del tutto inefficaci in presenza di tagli, oppure di buchi sui fianchi della gomma. Un’ultima soluzione presente su alcuni modelli è rappresentata dagli pneumatici "runflat", i cui fianchi sono progettati per non cedere anche quando la pressione scende a zero a seguito di una foratura. Le reazioni dell’auto in questo caso non cambiano e l’inconveniente è segnalato da una spia sul cruscotto che si accende. Per ragioni di sicurezza, percorrenze e velocità devono essere limitate, ovvero 80 Km a 80 all'ora prima di provvedere alla riparazione.

 

3. Cosa fare quando la batteria si scarica?

 

L’accensione del logo luminoso giallo-arancio della batteria non indica un problema all’accumulatore, ma al generatore che ha il compito di ricaricarla. Verificare quindi se il livello di liquido negli elementi è corretto ed eventualmente ripristinarlo versando acqua distillata. L’operazione non può essere effettuata se si tratta di un modello sigillato, che non dispone di tappi apribili. Con la batteria scarica si può ripartire utilizzando una coppia di cavi da collegare ad un'altra auto, facendo attenzione a non invertire la polarità. Collegare tra loro i morsetti con lo stesso simbolo, agganciando le pinze rosse ai morsetti sulle batterie con il segno “+” ed il cavo nero deve unire i due “-“. I movimenti devono essere decisi e precisi per evitare di generare scintille e di provocare un corto circuito. Bisogna inoltre ricordare che per avviare un motore diesel, anche di piccola cilindrata, è necessario collegarsi ad un altro veicolo diesel, altrimenti la potenza fornita potrebbe non essere sufficiente.

 

4. Cosa fare in caso di piccoli guasti del sistema elettrico?

 

Oggi le uniche panne di natura elettrica possono derivare dalla bruciatura di una lampadina, o di un fusibile di protezione di un servizio, come per esempio il motore del tergicristallo o del sistema di ventilazione. Tutti gli altri sono causati dall’elettronica e possono essere identificati solo con la diagnosi da un elettrauto. Rimediare alla rottura di un fusibile è relativamente semplice, a patto di avere a bordo il set di ricambi elettrici, con lampadine e fusibili, appunto. Una volta identificato il servizio in crisi, si cerca la mappa sul libretto di uso e manutenzione, si identifica il numero corrispondente e si provvede alla sostituzione semplicemente estraendo quello danneggiato e spingendo al suo posto quello nuovo.

 

5. Come comportarsi in caso di perdita di liquidi?

 

I liquidi fondamentali per il funzionamento di un motore sono il liquido di raffreddamento e l’olio. Se si accende una delle spie collegate, è necessario fermarsi immediatamente e ripristinare i livelli (in caso di emergenza si può usare acqua al posto del liquido per radiatore), ma solo dopo avere atteso che il motore si sia raffreddato per evitare che aprendo i tappi la pressione possa far uscire liquido e olio bollenti, e causare ustioni anche gravi. Di norma il livello di questi liquidi non cala, se non in presenza di fori nei condotti e danni più gravi al motore, almeno sulle auto di nuova generazione. Per quelle più datate, invece, è più facile che si debba provvedere periodicamente a qualche rabbocco, indipendentemente dagli intervalli fissati per la sostituzione. Per questo motivo, prima di ogni viaggio importante è verificare il livello di tutti i liquidi, compresi quelli dell’impianto frenante e della vaschetta lavavetro. A proposito di cambio olio, le scadenze variano da costruttore a costruttore; sulle auto più recenti si può arrivare a 30mila Km e l’indicazione è riportata automaticamente da una spia sul cruscotto. Per i motori più datati, invece, si parla in media di intervalli di 10mila km. Fondamentale sapere dove vanno versati, all'uopo vi saranno molto utili le icone standard presenti sui tappi, illustrate sui libretti di uso e manutenzione del veicolo.

 

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